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Magazine online di Orzinuovi

Bassa Voce

Scritto da Leonardo Magliacano

L’arte di rimanere anonimi

Novembre 09 2018
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Ma ditemi la verità, vi stupireste mai di apprendere che un filosofo brillante, illuminato e illuminista come Voltaire, noto per i suoi scritti sulla tolleranza delle diversità di pensiero e per la difesa ad oltranza di posizioni ideologiche nettamente contrarie alle sue, disprezzava così profondamente J.J.Rousseau, uno dei suoi colleghi più noti del suo tempo, tanto da scrivergli una quantità più o meno rilevante di lettere anonime ?


In un epoca come la nostra caratterizzata dalla fluidità totale e della rapidità delle comunicazioni, questa notiziola sarebbe catalogata rapidamente nel grande calderone del gossip delle pagine culturali di quotidiani e periodici vari, giusto per riempire lo spazio vuoto di altre notizie interessanti per il grande pubblico o ben presto decodificata ed archiviata per il “debunking” continuo imposto dalla valanga di “fake news” presenti in rete e sui giornali acquiescenti.

Invece sui social, Voltaire e Rousseau diverrebbero ben presto simboli di opposte fazioni e dei relativi sostenitori o presunti tali. Questi ultimi, i cosi detti leoni da tastiera o troll dell’etere virtuale, userebbero tali esempi, pronti a schierarsi e a lottare in favore dell’una o dell’altra fazione, alla stessa maniera di come sosterrebbero i colori della propria squadra del cuore o del partito politico preferito o di riferimento…oppure se sia il caso o meno di mettere il formaggio sulla carbonara !

Naturalmente costoro sempre pronti all’indignazione automatica da bar sport, che scatta in questi casi specifici, prontamente invaderebbero le pagine degli oppositori o i siti e le pagine dei giornali che difendono le posizioni opposte con valanghe di scritti tracimanti offese sgrammaticate e laviche dichiarazioni al vetriolo tout-court, rigorosamente nascosti dietro falsi profili personali! Insomma in mancanza di meglio e celati dall’ anonimato, cosa puo’ dividere o differenziare un troll-stalker contemporaneo, dagli scrittori di una immortale e sempre valida lettera anonima?

Allora sarebbe più opportuno apprendere come scrivere una bella missiva anonima ben concepita in tutti i suoi dettagli da vergare a mano, o ritagliando certosinamente ogni lettera dai giornali, come fanno i due grandi attori napoletani nel film: Totò e Peppino e i fuorilegge? Oppure, sarebbe meglio scegliere un buon programma di scrittura presente nei personal computer o nell’ormai onnipresente smartphone ? A tutte queste domande utili, rispondono esaustivamente ed in modo ironico e leggero, con una serie di agili esempi, i due autori del libricino in questione: Nico Conti e Nadine Vasse Trémon, nel manualetto edito dalla Jacobelli editore indipendente di Roma. Questo libro, è una specie di sintetica guida antologica delle origini di tale pratica e di come poter usare (Ma anche no!) o essere attratti da un medium ben noto fin da tempi remotissimi. Forse già i nostri antenati in mancanza di meglio incidevano nelle grotte e sulle pietre, simboli e rappresentazioni per lasciare un messaggio ai posteri, che potesse aiutare a capire che certi sentimenti e passioni erano già presenti all’alba delle civiltà umana.


Scopriremo cosi: che già i personaggi dei miti greci e nordeuropei erano un vero vespaio di denunce e contro denunce delle loro malefatte, ben codificate e riconoscibili attraverso l’anonimato di mediatori volanti, umani o animali. Riconosceremo così un merito chiaro dell’Associazione degli Accoliti Anonimi, la vera benefattrice della nostra curiosità, cioè di riconoscere la tendenza troppo umana di cedere al vento delle passioni condivise, di denunciare un torto subito o presunto tale, mediante tale pratica.

Insomma scrivere una bella lettera anonima, sarà pure una pratica deleteria e condannabile per molti di noi, ma forse per altri può essere un esercizio di stile che puo’ aiutare a capire limiti e pregiudizi personali e dei propri simili. Conoscerne le origini e le sue successive evoluzioni, non sarà pedagogicamente formativo, ma è così tanto liberatorio da poter essere praticato e consigliabile in modo tale da creare una specie di “Fight Club” virtuale, in cui esercitarsi ad incanalare positivamente odii e passioni negative, senza dover ricorrere alla violenza reale o verbale che avvelena i nostri quotidiani rapporti interpersonali di lavoro, familiari o di mera conoscenza. Una volta finito di leggerlo, ditemi se anche a voi, vi è mai balenato nell’anticamera dei vostri pensieri almeno una volta nell’arco della vostra breve o lunga vita, la voglia di scrivere una bella lettera anonima contro qualcuno o qualcosa che vi ha infastidito, urtato, contrariato, etc. etc. Ma per favore scrivetemelo in modo anonimo e non riconoscibile cosi potrò rispondervi scortesemente...ed in modi molto vari e coloriti, facendo riferimento ai vostri antenati noti e meno noti per le loro debolezze ereditarie o acquisite.

Come scrivere una bella lettera anonima

“Un po’ di sano humor per uscire indenni dalle ingiustizie quotidiane.”
la strada dell’humor per uscire indenni dalle ingiustizie quotidiane.
Autori: Nadine Trémon Vasse, Nico Conti
Collana: Parliamone

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Ultima modifica il Venerdì, 09 Novembre 2018 02:57

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