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Bassa Voce

Scritto da Marco Toresini - Corriere della Sera

Ma che bel castello - Il borgo si fa impresa

Aprile 04 2018

A Padernello, nel bresciano,recupera t o . un maniero con tutta l’area Botteghe, arte e cultura, ristorantioltre al progetto dell’albergo diffuso. E dal rilancio spuntano 50 posti di lavoro.

C’ è una fiaba che va raccontata dietro il ponte levatoio di quel castello quattrocentesco. È la favola bella di Padernello, borgo di una ottantina d’anime, frazione di Borgo San Giacomo, bassa bresciana occidentale, ai confini con la provincia di Cremona. È la storia di alcuni sognatori con i piedi ben saldi a terra che hanno trasformato una visione (recuperare un maniero destinato alla rovina)in un’ impresa sociale, in una scommessa vinta (o quasi) che non solo ha salva- to le mura della vecchia dimora nobiliare, ma sta cercando di dare slancio al più ambizioso dei progetti: far diventare Padernello un borgo artigiano con laboratori d’arte e albergo diffuso. «Il nostro motto è sognare con i piedi perterra». Domenico Pe- droni, bancario in pensione, è uno dei «folli della pianura» che punta al rilancio del castello e del suo borgo. È lui il presidente della Fondazione che dopo l’acquisto da parte del co- mune nel 2005 del castello ormai ca- dente (ne è nata una società mista con la proprietà pubblica al 51%) gestisce in comodato gratuito l’immobile con una concessione ventennale.


Il recupero progressivo
«Lo strumento scelto è quello della Fondazione di partecipazione - spiega Pedroni in cui hanno trovato posto cinque banche di credito cooperativo del territorio, alcuni enti pubblici e soci privati, ognuno con diecimila euro, grazie ai quali abbiamo iniziato a mettere a patrimonio la bellezza di questo posto». Un percorso iniziato attraverso la ristrutturazione e la riapertura dell’ala più danneggiata e il progressivo recupero, ancora in corso, dell’interno maniero, dove vengono raccolti archivi storici, allestite mostre; dove si ospitano spettacoli teatrali e concerti. «Il Castello fa 60 mila visitatori l’anno - ricorda Pedroni - e da qui sono partiti i primi mercati della terra di Slow Food (tremila persone ad appuntamento). Il tutto nell’ottica di valorizzare il territorio che ci sta attorno». In questi anni anche il borgo si è trasformato: è diventato villaggio gourmand con cinque ristoranti in cui la domenica è difficile trovare posto. «Il castello è stato un vero volano: i ragazzi che hanno creato il primo ristorante, poi si sono espansi aprendo altri locali ed ora occupano 50 persone. Chi viene qui a pranzo poi visita il castello, chi visita il maniero, poi, ne approfitta per fare un salto in un locale: lavoriamo molto in sinergia ed è questo uno dei segreti della nostra rinascita».

Al gruppo di volontari che una ventina di anni fa si erano battuti per togliere il castello dalla rovina, si è affiancata la Fondazione, il braccio operativo dell’operazione in una collaborazione che ha esaltato le qualità di ciascuno. «Siamo un’impresa sociale a tutti gli effetti - osserva Pedroni - Con l’ultimo bando vinto diamo lavoro a cinque persone e siamo l’esempio vivente che con la cultura si può anche mangiare». E mentre la Fondazione acquista progressivamente le quote dei privati nella proprietà dell’immobile, ora lancia l’ultima scommessa. «Si chiama “verso il borgo” - spiega Pedroni - ed è un progetto che durerà cinque anni. In collaborazione con l’Associazione artigiani di Brescia, Lodi e Pavia vogliamo trasformare Padernello in un posto di case-bottega, atelier, luoghi di formazione professionale. Così si incentivano i proprietari delle cascine a ristrutturarle e ripopolarle. Il paese deve tornare a vivere e per questo stiamo lavorando anche su un’idea di turismo esperienziale, di albergo diffuso». I «folli della pianura», insomma, non hanno ancora finito di sognare.

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Ultima modifica il Mercoledì, 04 Aprile 2018 12:12

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