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Magazine online di Orzinuovi

Bassa Voce

Scritto da Francesco Falcone

La Champagne nelle mani degli artigiani

Giugno 04 2016
Il territorio della Champagne Il territorio della Champagne

La denominazione più celebre del pianeta raccontata attraverso la lente d’ingrandimento del terroir.

La Champagne si trova a circa 140 chilometri a est di Parigi. La legge del 22 luglio 1927 ha delimitato la zona viticola a 34.000 ettari, di cui 33.106 risultano ad oggi piantati (dati del 2009). I vigneti sono compresi, dal punto di vista amministativo, in cinque dipartimenti, di cui Marna (67% del totale) e Aube (22% del totale) sono di gran lunga i più importanti. Marginale invece è la viticoltura negli altri tre dipartimenti: Aisne, Seine-et-Marne e Haute Marne. Il 36% circa delle vigne ha più di 30 anni di età. Il 25% circa un’età compresa tra 10 e 30 anni. Il 22% circa un’età tra i 10 e i 20 anni. Il 18% circa ha meno di 10 anni. La superficie vitata è frammentata in 319 comuni (a loro volta frazionati in 276.000 parcelle iscritte al catasto viticolo) e la media della proprietà fondiaria di un produttore è inferiore a 1,5 ettari. Ogni comune è classificato con una gerarchia fissata nel 1919 ed è di fatto sinonimo di cru. Il cru dunque in Champagne è un’entità comunale e non una tenuta come a bordeaux o una particella catastale come in borgogna o in alsazia). La classificazione dei comuni/cru è fatta su basi percentuali, con riferimento al prezzo fissato dal locale comitato interprofessionale che tutela e valorizza la denominazione (il CIVC). Se il prezzo delle uve è 10 euro al chilogrammo, ad esempio, le uve dei comuni classificati GRAND CRU saranno pagate a prezzo pieno; quelle dei Premier Cru tra il 90% e il 99% del prezzo fissato; quelle degli altri comuni/cru tra l’80 e l’89% del prezzo fissato. Ci possono essere eccezioni verso l’altro: ovvero, vigne particolarmente buone di un comune possono comunque meritare in fase di contrattazione, più soldi di quelli suggeriti dalla gerarchia ufficiale dei cru.

La superficie vitata classificata Grand Cru ammonta a circa 4000 ettari complessivi distribuiti in 17 comuni, sono invece 5000 quelli classificati Premier Cru (coltivati in 44 comuni). Ci sono comuni classificati Grand Cru sia per pinot nero che per chardonnay (mai per pinot meunier), e ci sono comuni classificati Grand Cru per un’uva e magari premier cru per un’altra. Ad esempio Choully, in Cote de Blancs, è grand cru per lo chardonnay e premier cru - di pregio - per il pinot nero (qui le uve di pinot nero vengono liquidate al 99% del prezzo fissato). Le varietà ammesse dal disciplinare di produzione sono nell'ordine pinot meunier, pinot nero e chardonnay, affiancate da un centinaio di ettari di antiche varietà solo sporadicamente utilizzate nelle cuvée (arbanne, petit meslier, pinot blanc e fromenteau). Raramente queste uve minori vengono elaborate in purezza, c’è tuttavia una nobile eccezione: l’Originale di Pierre Gerbais, 100% pinot blanc. Il pinot nero occupa il 38% della superficie totale; il pinot meunier il 33%; 28% chardonnay; 1% altre varietà minori. Il pinot nero dà vita a basi solide, strutturate, di acidità incisiva. Lo chardonnay invece si traduce in vini eleganti, slanciati, di acidità più nervosa e sottile del pinot nero. Il pinot meunier (mugnaio, per via della colorazione biancastra che ricopre le sue foglie) dona infine basi intensamente fruttate e meno violente dal punto di visto acido e dunque ideali per gli assemblaggi (ma è anche elaborato in purezza). La densità di piantagione minima è di 6410 ceppi/ettaro, quella media di 8000 ceppi/ettaro. Non mancano comunque particelle vitate a 10.000/12.000 ceppi ettaro. I sistemi di allevamento sono tre: Chablis e Cordon Royat (in particolare in Côte des Blancs e Montagna di Reims) e Guyot altrove. La resa di uva alla raccolta è fissata a 124 quintali/ettaro, ma vi possono essere delle modifiche apportate dal CIVC di anno in anno in base a parametri produttivi, stagionali, commerciali. E dunque il CIVC può abbassare la resa massima della raccolta in modo sensibile. Tuttavia ai produttori è sempre consentito, nelle annate normali (ovvero non disastrose) un incremento del 25% rispetto al limite imposto dalla legge o dal CIVC. In ogni caso non si può produrre più di 155 quintali/ettaro. Va detto, infine, che l’eventuale quota del 25% di raccolta in più rispetto alla resa massima prevista deve essere usato dalle cantine per produrre vino di riserva da nelle annate di raccolto definicitario o di maggior richiesta. Laddove si producesse più di quanto consentito dalla legge (anche tenendo conto del 25% di tolleranza) la porzione di vini ottenuti oltre il limite viene declassata e inviata alla distillazione.

Dal punto di vista produttivo il territorio è rappresentato da quindicimila viticoltori (di cui 5000 elaborano e imbottigliano Champagne con una propria marca: i cosiddetti récoltant-manipulant), 250 Maisons de Champagne (o négociant-manipulant) e 150 cooperative (coopérative de manipulant). Sono quattro le tipologie di terreno prevalenti: gessosi nella Montagna di Reims, nella Grande Vallée de la Marna (settore orientale della Vallée), in Côte des Blancs, in Côte de Sézanne e in Côte de Champagne (Montgueux). Argillosi in Vallée de la Marne (settore occidentale). Marnosi (argillo-calcarei) nell’Aube (pressoché identici a quelli di Chablis e in parte a quelli di Sancerre, ricchi di fossili marini del Kimmeridge). Sabbioso-silicei a nord della Montagne di Reims, nei dintorni del Massif de Saint Thierry.

In degustazione, martedì 21 giugno, un’ampia selezione di Champagne interpretati da una folta schiera di abili vignaioli il più delle volte ancora poco noti al pubblico italiano.

Tutte le cuvée in assaggio (più di 20) sono state selezionate per l’occasione da Francesco Falcone per raccontare le diverse anime del territorio, sia dal punto di vista geografico, sia sotto l’aspetto umano, sia in termini tecnici e varietali.
È molto probabile che ci sarà da divertirsi.

Padernello, Locanda del Vegnot, 21 giugno 2016
Ore 20:00 - cena con degustazione di oltre 20 cuvèe di Champagne.
Tavolo imperiale per 15 appassionati commensali.
È necessaria la prenotazione.
Costo della cena con degustazione € 100
info e prenotazioni

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Ultima modifica il Sabato, 04 Giugno 2016 08:20

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