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Magazine online di Orzinuovi

Bassa Voce

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in ARTE

Vestire le distanze

Ottobre 16 2017

VESTIRE LE DISTANZE
Mostra di Giannino Piazza
dal 21 Ottobre al 07 Novembre 2017
Ex suore Canossiane
via Arnaldo da Brescia 18
Orzinuovi (Bs)
Lunedì – Venerdì 17.00/19.00 -
Sabato 16.00/19.00 – Domenica 10.00/12.00 – 16.00/19.00
La mostra è curata dal L.AM. (Laboratorio d’Arte Marmellata) con la presentazione di Valentina Ottoboni.

Quasi tutti ad Orzinuovi conosceranno Giannino Piazza: un simpatico ragazzo in carrozzina, spesso con un cappello da cowboy, che da qualche tempo si allena quasi tutti i giorni con la sua HandBike, dalla quale è ormai inseparabile e con la quale ha vinto numerose competizioni. Forse però non tutti sanno che Giannino, oltre ad essere uno sportivo, ama dipingere. Questa passione nata da giovane si è ulteriormente sviluppata quando è entrato a far parte del Laboratorio d’Arte Marmellata e per la prima volta ha provato a stringere faticosamente tra le mani un pennello. Il Laboratorio d’Arte Marmellata è un progetto che è stato ideato ed è curato da Piero Almeoni e Paola Sabatti Bassini, con la collaborazione di Sergio Magli subentrato poi alla Sabatti. Il loro obiettivo era ed è creare un gruppo in cui, attraverso lavori di tipo artistico, ciascun individuo possa donare alla comunità il proprio personale e singolare contributo. Ogni partecipante, mettendo in circolo la propria motivazione, affina la propria sensibilità e creatività e sviluppa le proprie qualità.

L’insieme delle doti e dei valori di ciascuno può così divenire un patrimonio collettivo. Come nella marmellata, così anche nel Laboratorio che da questa ricetta prende il nome, la combinazione di elementi semplici dà vita a gusti ricchi e talvolta complessi. Da quando è entrato a far parte del progetto, Giannino ha dipinto numerosi quadri, tutti di dimensioni piuttosto piccole. Questo è dovuto non ad una scelta stilistica, quanto piuttosto ad una necessità pratica. Gestire tele grandi sarebbe eccessivamente faticoso per lui. Tuttavia, nonostante le difficoltà iniziali, attraverso la pittura Giannino è riuscito a concretizzare in colori il proprio sentire, ad esternarlo e renderlo visibile. In un certo senso si è conosciuto e si fa conoscere attraverso i suoi lavori, che saranno esposti presso l’ex Istituto Canossiane dal 29 ottobre al 11 novembre 2017. Dall’esposizione di potrà notare, se si osserva la produzione in ordine cronologico, che col tempo la pittura di Giannino ha avuto una forte evoluzione espressiva. Nei quadri più datati si nota infatti uno sforzo figurativo che è assente nei secondi.

Tuttavia, anche là dove si distinguono delle forme piuttosto nitide, come nelle figure di alpini, Giannino non ha mai dipinto con un intento descrittivo. Egli non rappresenta qualcosa che vede con gli occhi, quanto piuttosto visioni interiori. Le pennellate sono estremamente materiche, sono sovrapposizioni di strati di colore che vorticosamente si accavallano come i pensieri che si affastellano nel suo intimo. Sembra che tutte le sue domande e i suoi dubbi si concretizzino sulle tele, che esprimono talvolta una sensazione di implosione. I colori dei quadri dei primi anni risentono di più della tavolozza di Van Gogh, che è l’artista preferito di Giannino. Del resto quando si inizia ci si rifà sempre ad un modello. I lavori più recenti hanno invece perso qualsiasi riferimento ad altri artisti e nessuna figura vi si distingue più. La tavolozza si fa più fredda e più in linea con il suo singolare modo di sentire. Ciò che si materializza sulla tela è un lontano orizzonte, che attraverso le pennellate, sempre estremamente pastose e ben distinguibili, diviene più vicino, a portata del suo sguardo. Uno sguardo che è sempre rivolto verso il dentro, verso un io intimo che sembra quindi ampliare il campo della propria esistenza.

Ciò che prima era lontano, impossibile anche solo da immaginare, ora si può almeno cogliere, anche se i contorni sono ancora impalpabili e sfocati. Si avverte che qualcosa è cambiato, che ciò che era imploso è ora esploso in tutta la sua forza: un desiderio si è insinuato nella genesi dell’opera. Questi ultimi quadri esprimono una sensazione di maggiore distensione, di apertura verso l’infinito. I confini non si vedono, strabordano fuori dalla cornice, si diramano in tutte le direzioni. È la sua intensa voglia di vivere e viversi in tutta la sua complessità che si informa in questi dipinti. Complice di questa evoluzione emotiva e pittorica è stato sicuramente anche lo sport, nel quale Giannino ha trovato una dimensione in cui si sente se stesso e che lo ha portato a misurarsi con le proprie capacità, dimostrandogli che i limiti spesso sono solo nella mente e che con la volontà si può tutto.

La mostra verrà inaugurata sabato 21 ottobre alle ore 11:00 presso l’Istituto Canossiane e sarà aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 17:00 alle ore 19:00 e la domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

Ultima modifica il Lunedì, 16 Ottobre 2017 22:54
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